La pandemia da COVID – 19. I Vaccini, l’ultimo business della criminalità organizzata

di Salvatore Ronzo[1]

Sono trascorsi 423 giorni dal 21 febbraio 2020 da quando, a Codogno, fu individuato il primo caso di cittadino italiano affetto da COVID- 19.

Il SARS – COV-2 si è rivelato un terribile ed invisibile nemico che ha innescato la più grave pandemia dopo quella di “Spagnola” del secolo scorso, causando in questo terribile periodo – secondo i dati ufficiali al 17 aprile – il contagio, solo in Italia, di almeno 3.857.443 persone (compresi guariti e morti), di cui 116.676 sono decedute.[2]

La situazione del paese, sia a livello sanitario che economico, nonostante le stringenti limitazioni imposte agli spostamenti ed alle libertà personali (es. il “coprifuoco” in vigore dal novembre scorso) dalle autorità nazionali e regionali, che hanno consentito – con alterni risultati – di tenere sotto controllo la diffusione del virus, non hanno ancora sortito gli effetti sperati, ovvero consentire la riapertura di tutte le attività commerciali ed imprenditoriali così come un graduale ritorno ad una qualità della vita quanto meno simile a quella ante COVID-19.

Per questo motivo, le dichiarazioni di tutte le autorità fanno riferimento, con sempre maggiore insistenza, alla possibilità di poter raggiungere questo obiettivo mediante “l’arma” oggi a disposizione rispetto al decorso anno: i vaccini!

Alla luce di ciò, è’ opportuno fare una preliminare riflessione per meglio comprendere come la disponibilità di sufficienti quantitativi di vaccini stia realmente incidendo sulle capacità di ripresa dei singoli Stati con ovvie conseguenze sugli equilibri geopolitici mondiali. Infatti, la capacità di produzione e la disponibilità di diversi tipologie di prodotti fotografa le gerarchie mondiali: gli Stati Uniti sono in netto vantaggio, sia in termini di produzione che di inoculazioni, perché possono attingere senza particolari problemi ad una filiera internazionale lunghissima, diretta conseguenza della sua potenza economica ed industriale. Di contro, i rivali russo-cinesi, sebbene abbiano brevettato vaccini autoctoni, non sono apparentemente in grado di assicurare una produzione su vasta scala, tanto da rallentare di fatto la velocità di somministrazione in patria. Questa carenza costringe le due citate potenze ad utilizzarli più come uno “strumento di pressione diplomatica” al fine di raggiungere un non secondario obiettivo, ovvero l’accesso alle capacità industriali di altri paesi.

In Europa, invece, la situazione è più complessa e riflette le “limitazioni politiche e strategiche dell’Unione europea”. Se da un lato gli Stati membri sono in possesso delle necessarie capacità scientifiche, tecnologiche e manifatturiere, senza le quali i vaccini di Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson, Vaxzevria (già AstraZeneca) non sarebbero potuti essere commercializzati, soprattutto non alle quantità e velocità attuali, dall’altro non sono (per il momento) padroni di alcun brevetto, non controllano la distribuzione né tantomeno la filiera produttiva a cui viceversa partecipano con ruoli importanti. In altre parole non hanno avuto sinora né come Unione né singolarmente la capacità di imporsi sulle c.d. “Big Pharma”, come dovrebbe accadere per soggetti sovrani realmente protagonisti nello scacchiere mondiale.

Solo il Regno Unito rappresenta una parziale eccezione essendo proprietario del brevetto del tanto discusso Vaxzevria e potendo contare su un’azienda per produrlo (l’anglo-svedese AstraZeneca), nonché sulla consolidata capacità di partecipare ad una “sfida globale senza esclusioni di colpi”, anche a scapito di altri attori, derivante dalla sua “storia imperiale”. Tuttavia anche i britannici sono costretti ad importare i vaccini per incrementare il numero di dosi disponibili (in particolare Pfizer) e devono poter fare affidamento su una filiera internazionale per la produzione di quello di Oxford (AstraZeneca ha impianti in India, Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi).

Si deve altresì considerare che Londra non è Washington, ma è la capitale di un Regno che per estensione e popolazione è più confrontabile con le potenze continentali e che soprattutto ha dovuto portare a termine lunghi e defatiganti negoziati per concludere la BREXIT che hanno lasciato incomprensioni e diffidenze tra la parti. Così, quando a partire dallo scorso febbraio sono stati pubblicizzati i risultati degli ulteriori “trials” condotti sull’affidabilità del vaccino di Oxford, le cancellerie del Vecchio continente ci si sono fiondati, mosse più da una buona dose di opportunismo politico che da reali dubbi scientifici.

Pertanto, la disponibilità e/o la possibilità di controllare la distribuzione dei vaccini, così come l’autorizzazione alla somministrazione (vds. il caso del russo Sputnik V) porta ad una contrapposizione geopolitica già oggetto di diversi approfondimenti tra cui cito, per il prestigio dell’autore, quello del Prof. Korinman nel suo articolo “Que Faire?” pubblicato su questa rivista.

Ciò premesso non si può limitare l’analisi al solo contrasto geopolitico ma bisogna estenderla anche ai fenomeni collegati con la criminalità e la sicurezza pubblica: la necessità di disporre di elevati quantitativi di tale farmaco ha attirato l’attenzione ed è divenuto oggetto del desiderio della “criminalità organizzata internazionale”.

Mentre la pandemia sta duramente colpendo la vita e soprattutto il tessuto economico di interi paesi, le organizzazioni criminali ne stanno approfittando per conseguire ancor più lauti profitti: basti pensare che da marzo del 2020, per sfruttare possibili guadagni connessi con la tragedia, si è sviluppato un nuovo mercato criminale che si stima sia stato in grado di espandersi con la stessa rapidità della pandemia.Le organizzazioni delinquenziali, ed in particolare quelle di stampo mafioso che vantano decenni di esperienza in attività illecite nel “settore dell’import-export” – quali ad esempio i traffici di stupefacenti ed armi – hanno rapidamente riconvertito il loro business per esplorare le nuove opportunità. A partire dalla fine del decorso anno vi è però da registrare un’altra riorganizzazione: mentre nella prima ondata oggetto dei traffici illegali erano principalmente mascherine, camici, provette, guanti, disinfettanti, respiratori, ovvero materiale sanitario[3] oggi sono i vaccini l’ultima frontiera del business della mafie nel mondo ed in Italia.

Già sul finire del 2020, la Fondazione Caponnetto, tra gli altri, aveva lanciato l’allarme su questa minacciadurante la presentazione di un report sulla lotta alla criminalità organizzata in Italia e in Toscana, invitando le autorità a vigilare sulla distribuzione dei vaccini, sia influenzali e soprattutto quelli anti Covid, ed in particolare sul loro trasporto ed alla fase della distribuzione. La Fondazione aveva richiamato l’attenzione sul rischio che uno degli effetti più negativi della pandemia sia proprio quello di arricchire mafia, ‘ndrangheta e camorra le quali, in un momento in cui si investono grandi risorse sulla salute, è probabile che tentino di infiltrare il mondo delle sanità, anche in considerazione del fatto che hanno già investito proventi illeciti in farmacie e parafarmacie [4].

Come accennato, siamo di fronte ad una minaccia globale e non solo italiana: la corsa ai profitti e le ombre della malavita che si allungano sul settore sanitario sono le stesse in Europa, in Africa così come nel Nord e Sud America. Un’analisi dettagliata dei gruppi criminali attivi ai tempi della pandemia è stata realizzata dal “Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale (GAFI)”[5] che ha documentato come i sistemi sanitari, travolti dalla pandemia, hanno dovuto diminuire i controlli sui partecipanti alle gare per l’approvvigionamento di strumenti diagnostici, farmaci, indumenti protettivi ed altri settori nei quali le truffe sono state frequenti.[6]

Ciò ha favorito i gruppi criminali in particolare italiani – mafia, camorra e ‘ndrangheta-  che hanno sviluppato, negli anni, importanti capacità nell’infiltrarsi nei settori economici, soprattutto quelli pubblici, sfruttando anche la possibilità di corrompere le persone che operano nelle centrali di acquisto andando così ad incunearsi prepotentemente nel mercato di mascherine, guanti, test rapidi, tamponi molecolari, prodotti medicali e farmaceutici[7].

Di contro, è da evidenziare che siffatta emergente minaccia era stata immediatamente percepita in Italia, anche per l’esperienza maturata dai suoi apparati di sicurezza, tanto che dall’aprile dello scorso anno[8], è stato istituito l’“Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso”. Tale organismo deve svolgere il monitoraggio del sistema economico nazionale – sul fronte interno e internazionale – con l’obiettivo di condividere le informazioni di cui dispongono tutte le Forze di polizia per intercettare i sintomi e le tendenze criminali sia in chiave preventiva sia di contrasto investigativo.

I risultati delle citate attività svolte a livello territoriale sono poi condivisi dalle Forze di polizia e analizzati a livello centrale dal “Servizio Analisi Criminale”, inquadrato nella Direzione Centrale della Polizia Criminale, a cui è stato affidato il compito di elaborare strategie di prevenzione e contrasto delle possibili infiltrazioni nel tessuto economico-finanziario anche attraverso analisi predittive di futuri scenari.

Nel luglio del 2020, avendo constatato la validità dell’esperienza italiana, detto approccio è stato esportato a livello europeo mediante l’istituzione – in seno all’Agenzia dell’UE per il contrasto al terrorismo ed alla criminalità organizzata Europol – il “Working Group on Covid-19 criminal threats and law enforcement responses.”[9]

Nel corso della sua ultima riunione, il 12 febbraio u.s., il Working Groupd ha incentrato la discussione proprio sul rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nella “distribuzione dei vaccini”, nonché sui pericoli per i giovani ai tempi della pandemia, sia come vittime che come possibili autori di reati. Quanto ai vaccini, era stato sottolineato che, nel primo bimestre, il rischio di infiltrazione sebbene elevato era ancora allo stato potenziale atteso che quelli distribuiti in Europa e in Italia (Pfizer e Moderna) presentavano delle caratteristiche, connesse alla conservazione, che difficilmente potevano essere garantite al di fuori delle strutture sanitarie: la necessità del mantenimento di una rigida “catena del freddo” durante tutte le fasi di produzione, conservazione e distribuzione avrebbe reso estremamente difficile organizzare un mercato parallelo credibile, dove poter vendere le fiale eventualmente sottratte a quello legale. La successiva immissione nel circuito del vaccino Vaxzevria, di più facile gestione poiché non legato allo stoccaggio a temperature bassissime, avrebbe potuto contribuire a cambiare lo scenario (anche perché i tempi per la vaccinazione della popolazione sarebbero divenuti più rapidi) facilitando la creazione di un canale di vendita illegale, alimentato o con fiale sottratte al normale circuito sanitario o addirittura contraffatte.

Difatti, se da un lato riuscire ad acquisire e somministrare vaccini a milioni di persone si sta rivelando una sfida ardua per la maggior parte dei Governi, dall’altro proprio queste difficoltà hanno creato gli spazi in cui le mafie hanno allungato i propri “tentacoli” ovvero il business dei vaccini. L’interesse verso questo settore è chiaramente la conseguenza dell’elevata domanda e della scarsa offerta evidenziatasi soprattutto nella fase iniziale di distribuzione. I vaccini sono diventati il “nuovo oro trasparente” inducendo i clan mafiosi ad inserirsi nella filiera che va dalla produzione sino alla consegna, tanto che il Primiero Comando da Capital (PCC), la più importante organizzazione criminale del Brasile, avrebbe stretto un’alleanza con la ‘Ndrangheta. Secondo Guarasci Mingardi, membro del Forum brasiliano di pubblica sicurezza e analista politico, dall’inchiesta “Vacina $ 200 por dose” – nel corso della quale è stato acclarato che tale prezzo consente ai ricchi di potersi vaccinare mentre per i più poveri è quasi impossibile – emergono rapporti proprio tra le anzidette organizzazioni criminali sia per la vendita che per la distribuzione dei vaccini. Inoltre, è stato dimostrato come le organizzazioni criminali utilizzino anche le tangenti per riuscire a collocare i loro prodotti in luogo di quelli eventualmente più convenienti già presenti sul mercato.[10]

Altro fenomeno che si è sviluppato in quest’ultimo anno è quello delle c.d. “vendite parallele”, con zone franche dove i vaccini destinati ad europei, russi o cinesi cambiano destinazione. Nelle Filippine, ad esempio, migliaia di cinesi, impiegati nel business del gioco d’azzardo, hanno ricevuto le iniezioni di Sinopharm nonostante le autorità di Manila non ne avessero ancora approvato l’utilizzo. Il prezzo di vendita da 30 dollari è schizzato a 300. In Ucraina, invece, a gennaio, la polizia ha scoperto un traffico di sieri pagati a partire da 3mila euro a dose. Secondo diversi analisti le quotazioni dei vaccini e quelle della droga sono stati messi in correlazione: basta che i grossisti annuncino un ritardo nelle consegne e le tariffe salgono. Qualora le Big Pharma segnalino di non poter rispettare i tempi concordati con la UE arrivano quasi immediatamente le proposte di c.d. “terzisti”, così come è accaduto di recente nella Repubblica Ceca che ha ricevuto offerte da parte di venditori degli Emirati Arabi pronti a piazzare lotti prodotti in India.[11]

L’allarme per il rischio che le reti criminali approfittino delle campagne di vaccinazione in corso in tutto il mondo per vendere vaccini falsi è divenuto sempre più elevato per la possibilità di sfruttare il web e più in particolare il “dark web”, ove gli analisti hanno riscontrato una crescente offerta di vaccini di provenienza incerta. La pirateria informatica è dunque utilizzata come un’arma di massa, con diversi livelli di professionalità: le informazioni sui vaccini e le terapie hanno assunto un valore strategico. L’aspetto più pericoloso è il tentativo di impossessarsi delle formule per produrre i sieri con attacchi “cyber” a laboratori, ospedali e centri di ricerca. Queste incursioni sono l’eccellenza di un’evoluzione digitale del crimine dilagata durante il lockdown del 2020: un cambiamento strutturale, destinato a rimanere nel futuro per la presenza, in tutto il mondo, di gruppi che agiscono senza confini.

Riguardo al possibile emergere di frodi anche informatiche ispirate alle campagne vaccinali contro il coronavirus, l’FBI aveva lanciato l’allarme già sul finire dello scorso anno[12].

Inoltre, con un’analisi condotta tra ottobre 2020 e gennaio di quest’anno, le Agenzie statunitensi specializzate avevano scoperto che gli hacker usano con sempre maggiore frequenza e-mail con contenuti legati al vaccino per i loro attacchi di spear phishing[13]. Dopo che nel novembre 2020 Pfizer e Moderna hanno annunciato la disponibilità dei primi vaccini, il numero di attacchi di spear phishing rivolti alle aziende e legati a questo tema è aumentato del 12%. La curva si è poi appiattita durante le vacanze di Natale (tipicamente gli attacchi rivolti alle aziende tendono a diminuire nei periodi festivi), per poi ritornare a crescere del 26% rispetto a novembre.[14]

C’è infine il così definito “bazar dei falsi vaccini”: dosi contraffatte sono già state sequestrate da Interpol in Sudafrica e Cina e potrebbero approdare nelle farmacie illegali online. Gli schemi di frode probabilmente prolifereranno e si intensificheranno ancora a causa delle difficoltà economiche imposte dalla pandemia che ha reso mature attività illecite che prima erano poco più che sperimentali. Ad esempio, con finte comunicazioni attribuite all’OMS, elenchi di raccomandazioni, falsi collegamenti agli enti che elargiscono i ristori economici o a banche che danno prestiti con garanzia statale. Si teme che i criminali condividano la disinformazione per frodare sia gli individui che le aziende. Ci sono già stati casi di annunci sul “marketplace del dark web” che utilizzano i marchi di aziende farmaceutiche autentiche per pubblicizzare altri vaccini che sarebbero già nelle fasi finali dei test.

L’Agenza Europol, lo scorso 4 dicembre, aveva emesso un “avviso” con il quale richiamava l’attenzione, tra l’altro, sulla possibilità che la penuria di vaccini avrebbe potuto incoraggiare la gente a cercarli altrove e “che è prevedibile che le versioni contraffatte del marchio originali dei vaccini circoleranno rapidamente per soddisfare l’elevata domanda”[15].

I vaccini contraffatti possono altresì rappresentare un rischio significativo per la salute pubblica, poiché inefficaci o addirittura tossici, e possono essere facilmente immessi sui mercati illeciti o addirittura in quello legale per la distribuzione. A tal proposito, il Comando Carabinieri Tutela della Salute ha lanciato l’allarme per “una minaccia che si è già concretizzata con un accertato episodio di tentata truffa sventato a Perugia” ove è stato individuato un presunto intermediario che cercava di vendere alla Regione Umbria una partita di vaccini AstraZeneca di provenienza non certificata (l’azienda inglese non è coinvolta).[16]

In conclusione, dall’attuale quadro di situazione e dalla lettura del citato dossier del GAFI, si può dedurre che siamo agli albori di una nuova epoca nella quale i maggiori gruppi criminali possono contare su consistenti risorse economiche e flessibilità di azione, nonché sulla possibilità di stringere alleanze con mediatori e imprenditori senza scrupoli, formando un blocco compatto transnazionale. Le rotte già aperte e ben sfruttate per il contrabbando dei prodotti sanitari, come le mascherine, che hanno fruttato ingenti profitti illeciti, possono diventare ora il mezzo per acquisire il controllo di attività piegate dalla crisi. Investire in alberghi, ristoranti, immobili, società in tutto il globo, muovendo denaro cash attraverso i continenti. Pertanto, secondo il GAFI l’aumento della disoccupazione, delle difficoltà finanziarie ed il fallimento delle aziende, rappresentano vulnerabilità che i criminali potrebbero sfruttare sempre di più.

Il SARS- COV-2 ha causato, in sintesi, anche una malattia del sistema economico. La non prevedibile durata della pandemia e la possibile necessità di somministrare più dosi di vaccino alla stessa persona, ne comporterà una costante crescente richiesta così come quella per l’approvvigionamento degli altri prodotti sanitari connessi con la cura e la prevenzione dell’infezione. Queste forniture resteranno al centro dell’attenzione delle organizzazioni criminali di tutto il mondo, che hanno interesse sia ad aumentare i propri profitti aggiudicandosi gli appalti e accaparrandosi ingenti quantitativi di vaccini da immettere sui vari mercati, sia per essere pronte a sfruttare le occasioni che si presenteranno per infiltrare quelle attività che soccomberanno per gli effetti sempre più devastanti della crisi economica.


[1] Consigliere strategico di Mondo Nuovo, Colonnello dei Carabinieri e Direttore dell’Unità Nazionale Europol presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

[2] https://www.corriere.it/salute/21_aprile_17/coronavirus-italia-bollettino-oggi-17-aprile-15370-nuovi-casi-310-morti-ad70ade2-9efc-11eb-a475-be5cae54c7bb.shtml

[3]Cfr. Ronzo Salvatore “Le sfide delle mafie al COVID-19″ in Korinman M. (a cura di) (2020). MONDO-VIRUS. Storia e Geopolitica del COVID-10. pp.281-291.

[4] https://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/81846-calleri-tremila-miliardi-nelle-mani-della-mafia.html

[5] Organismo intergovernativo con lo scopo di ideare e promuovere strategie di contrasto al riciclaggio dei capitali di origine illecita e, dal 2001, anche di prevenzione del finanziamento al terrorismo.

[6] Cfr. https://espresso.repubblica.it/inchieste/2021/03/22/news/la_pandemia_e_un_affare_di_mafia-293385035/

[7] Cfr. articolo nota 6.

[8]Cfr.https://www.interno.gov.it/it/ministero/osservatori-commissioni-e-centri-coordinamento/organismo-permanente-monitoraggio-e-analisi-sul-rischio-infiltrazione-nelleconomia-parte-criminalita-organizzata-tipo-mafioso

[9] Con la partecipazione di personale dell’Agenzia e di Interpol e di quello di 11 Paesi, Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera e Regno Unito.

[10] https://www.antimafiaduemila.com/home/di-la-tua/238-senti/82196-la-mafia-e-l-affare-dei-vaccini-anti-covid.html

[11] Cfr. articolo nota 6.

[12] https://www.fbi.gov/news/pressrel/press-releases/federal-agencies-warn-of-emerging-fraud-schemes-related-to-covid-19-vaccines

[13] Truffa tramite comunicazioni elettroniche o e-mail indirizzata a una persona, un’organizzazione o un’azienda specifica, con l’obiettivo di sottrarre dati per scopi dannosi ovvero installare malware sul computer dell’utente.

[14] https://www.cybersecurity360.it/nuove-minacce/attacchi-phishing-a-tema-vaccini-anti-covid-19-ecco-le-tecniche-dei-cyber-criminali/

[15] https://www.europol.europa.eu/newsroom/news/europol-predictions-correct-for-fake-covid-19-vaccines

[16] https://www.lanotiziagiornale.it/i-vaccini-sono-il-nuovo-business-delle-organizzazioni-criminali-possibili-infiltrazioni